**''''** Pagine bianche sulle quali scrivere, ogni piccola emozione e sensazione di se stessi.. Non solo per i propri sogni e pensieri nascosti, celati... Ma è bello pensare che sia l'espressione più gradita da poter inviare a coloro che hanno voglia di desiderare e sognare **''''**
Questo è il... (continua)
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Sono note abbandonate ai fruscii
dei capelli che ormeggiano sui pensieri
vacillanti tra i se e chissà sparsi
tra i legami che il tempo ha forgiato
Resto silenziosa tra i frastuoni di catene
che trascinano i miei baratri amanti
dei voli... leggi...
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Calliope04 Teresa Esposito
Le sue 162 poesie
Ha cambiato lo sguardo
le ali diventano lame
che odorano del sangue
preso dalle ore dell'inganno
La gola irrita la mia voce
incastrata sulle pareti graffiate
dall'odio che mi ha riservato
chi ha volato - sulle cime del mio cuore
La sua
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 | E’ una nenia anoressica
quella che scivola dallo sguardo
imperlando le labbra del sapore più dolce
che senza sillaba alcuna
mangia monologhi con il tuo cuore
Il mio
si annida tra le unghie
spaccate dai muri insanguinati
dove rimangono
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 | Conta i grammi il dolore
quel silenzioso urlo
che strazia una bilancia
parlando di un vuoto
- d'amore -
Lo specchio abbraccia le ossa
e la pelle ciecamente
avvolge una voragine
che chiama aiuto da occhi
chiusi tra le pareti nere
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 | Spinge il passato
cavalcando nuvole di illusioni
che spengono i passi del domani
immaginato vuoto
alle pieghe dell'anima
Le virtù dei battiti
si fanno lame protese
verso l'amore aspettato
e la mia carne offende la vita
Mi ripiego
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 | Amo consegnare allo sguardo
quel corrispettivo non espresso
mentre la candela si sopisce
nell’abbandono di una preghiera – accorta
al soffio di una chimera infuriata al vento
Sospingo le mie catene
affrontando un presente mai passato
ma sempre alla
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 | Si affoga nell'intelletto
l'incoscienza dei pesi strappati
ai sorrisi che rincorrevano un sospiro
muto sguardo, che odia
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 | Taglio il tempo del rifiuto
consigliando all'ombra di tacere
non lasciando pozze purpuree
galleggiare
nel fondo
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 | Perdona
l'imprudenza delle mie mani
schiavizzate ad oziare nella fossa
recidendo i sensi
mangiandone l'avverso con lo
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 | Le ritrovo a migrare
quelle spossate ossa senza storia
dove clandestine impronte
dirigono le tentate memorie
ai giorni
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 | L'iride si sistema le pose
quando lo sguardo conserva la sua nostalgia
vagando, tra gli steli di irrispettosa
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 | Scandisco le trasparenze
di quella porta che scioglieva l'attesa
mentre, un bagliore si arrestava
nell'irrispettoso
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 | Si affanna il senso
nell'insolata ombra riversa tra le dita
che nasconde il ricordo, impassibile,
accostato a farfalle
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 | Non basta più
consolarsi delle spine
perdendo i punti delle offese
Sguardi colmi altrove
investono le rughe
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 | E immagino noi
estati di spostate onde
che si ubriacano della nostra pelle
deragliata sulle rive dell'abbandono
Ormeggiano le lacrime
all'ombra di scogli sconnessi
mentre i tiepidi piedi, nudi di granelli
contano le arginate ore a
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 | Distraggo l'asfalto
osservandone gli angoli persi
tormentando i percorsi senza senso
di corse, rifatte di noi
Siedo al
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